Nuova bufera per Facebook, per la condivisione dei dati con i big cinesi

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Facebook fa ancora discutere, sul fronte della violazione della privacy, per via dei suoi accordi con i big della telefonia cinese, presenti nella black list dell’intelligence americana per spionaggio.

Secondo quanto scrive il New York Times, gli accordi si riferiscono ancora una volta alla condivisione dei dati degli utenti, con almeno quattro società di elettronica cinese, come il colosso delle telecomunicazioni Huawei e altri big, quali Lenovo, Oppo e TLC.

Gli accordi sarebbero stati siglati nel 2010, e oggi risultano ancora in vigore, anche se Facebook ha dichiarato che saranno chiusi definitivamente entro la settimana, precisando con una nota a firma di Francisci Varela, VP Mobile Partnerships Facebook, che tutte le informazioni provenienti dalle integrazioni con Huawei sono state archiviate sul dispositivo, non sui server di Huawei.

L’indiscrezione della presenza di questi accordi, fa seguito ai rumors che Facebook abbia condiviso dati degli utenti con alcuni dei maggiori produttori di dispositivi mobili al mondo, fra i quali Amazon, Apple, Blackberry e Samsung.

Secondo quanto sostenuto, Facebook avrebbe permesso ad almeno 60 produttori di smartphone, tablet e altri dispositivi mobile, di accedere ai dati personali degli utenti e dei loro contatti, senza chiederne esplicito consenso. D’altro canto, questi accordi avrebbero permesso a Facebook di diffondere ancora di più il suo raggio di azione, integrando i suoi servizi più popolari sui dispositivi mobile.

Le rivelazioni del giornale statunitense, si sommano allo scandalo Cambridge Analytica (in cui i dati personali degli utenti venivano utilizzati per scopi politici, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo), ancora troppo recente per essere dimenticato. Tutto questo, rischia di alzare un nuovo polverone in grado di minare la reputazione del colosso dei social media, ma soprattutto mette in pericolo la sicurezza dei nostri dati, sempre più considerati beni preziosi e merce di scambio delle grandi aziende.

Quale sarà la soluzione per la nostra tutela? sareste disposti a rinunciare alla vostra pagina su Facebook?

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