Gli effetti del caso Facebook

Il caso Facebook e le presentazioni a Cambridge Analytica
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Lo scandalo che ha travolto il colosso creato da Zuckemberg, di cui abbiamo parlato in un articolo precedente (Il caso Facebook e le presentazioni a Cambridge Analytica), ha portato il fondatore di Facebook a testimoniare davanti al Congresso, e a fornire maggiori garanzie e più controlli sulla privacy ai suoi milioni di iscritti.

Ma le conseguenze più pesanti sono ricadute sulla società di consulenza, Cambridge Analitica, che a seguito della perdita di numerosi clienti e per le enormi spese legali che si prospettavano, ha chiuso la sua attività e il 2 maggio ha avviato le procedure di liquidazione e relativo fallimento per insolvibilità. Un duro colpo per tutto il gruppo che oltre alla sede principale di Londra, ha sedi a New York, Virginia e Washington.

Così, la società Cambridge Analitica esce dalla scena, per essere stata considerata responsabile dell’appropriazione fraudolenta dei dati degli utenti, utilizzati a scopi elettorali. Si parla in particolare dell’uso dei dati per portare alla Brexit e alla presidenza di Donald Trump.

Ma il problema non può essere considerato ancora chiuso e risolto!

Questo caso ci ha fatto aprire nuovi scenari e prendere nuove consapevolezze. È arrivato il momento di chiederci: “Come funziona la Democrazia ai tempi di Internet?”

Grazie all’enorme mole di dati che ogni giorno lasciamo in rete, vengono costruiti dei messaggi personalizzati fatti apposta per noi. Finora abbiamo visto come le nostre scelte sul web siano state usate per propinarci promozioni su prodotti e servizi mirati, senza scuotere troppo la nostra curiosità sull’origine di quelle conoscenze.

Ma cosa succede se i nostri gusti, passioni, cultura e le nostre paure, che comunichiamo con i nostri like, condivisioni, commenti, visite web, sono usati per manipolarci in ambito della politica? Da chi comanda o comanderà il nostro paese?

In altre parole. Se hai lasciato un like su una borsa firmata di colore bianco, su internet ti verranno proposte pubblicità di borse bianche, il cui acquisto potrebbe soddisfare un tuo “desiderio”, e allo stesso modo, se hai cercato informazioni sui sistemi di allarme per la tua casa, ti potresti ritrovare notizie di rapine, nella tua zona, corredate dall’importanza della detenzione delle armi per la sicurezza personale. Così per sconfiggere la “paura” dei ladri, potresti, ad esempio, favorire una politica disposta alla detenzione delle armi.

Internet non è il nostro migliore amico, eppure conosce tanti dettagli della nostra vita, presente e passata, che magari non abbiamo confidato neanche agli affetti più stretti

Quindi abbiamo bisogno di più sicurezza, e di una regolamentazione per i sistemi di comunicazione e delle reti che ci garantiscano di tutelare realmente la nostra privacy, difendendoci dal rischio di manipolazione.

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