Campi elettromagnetici e salute pubblica: telefoni cellulari

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Le onde radiofrequenze, i campi elettromagnetici

Le onde radiofrequenze, i campi elettromagnetici

L’uso di dispositivi smartphone e tablet è diventato parte integrante della nostra vita quotidiana. In molti paesi, oltre la metà della popolazione utilizza i telefoni cellulari e il mercato sta crescendo rapidamente. Dai dati del 2014, risulta che ci sono circa 6,9 miliardi di abbonamenti globali di telefonia mobile e, in alcune parti del mondo, il telefono cellulare ha sostituito completamente la telefonia fissa.

Dato il gran numero di utenti che usa i dispositivi in mobilità, è importante indagare, capire e monitorare qualsiasi potenziale impatto sulla salute pubblica.

I telefoni cellulari comunicano trasmettendo onde radio attraverso una rete di antenne fisse chiamate stazioni base. Le onde di radiofrequenza sono campi elettromagnetici e, a differenza delle radiazioni ionizzanti come raggi X o raggi gamma, non possono né rompere i legami chimici né causare la ionizzazione nel corpo umano.

Livelli di esposizione

I telefoni cellulari sono trasmettitori a bassa radiofrequenza, che operano a frequenze comprese tra 450 e 2700 MHz con potenze di picco nell’intervallo da 0,1 a 2 watt.. Comunque, a parte i segnali emessi per mantenere il contatto con le stazioni radiobase vicine, i cellulari trasmettono energia a radiofrequenza solo durante le chiamate.

L’esposizione alle radiofrequenze di un utente scende rapidamente aumentando la distanza dal ricevitore. Una persona che utilizza un telefono cellulare a distanza di 30-40 cm dal proprio corpo – ad esempio quando utilizza la messaggistica di testo, l’accesso a Internet o l’utilizzo di un dispositivo con bluetooth  , avrà quindi un’esposizione molto inferiore ai campi di radiofrequenza rispetto a qualcuno che tiene il telefono vicino al proprio orecchio.

Quindi è importante, per diminuire l’esposizione:

  • Utilizzare dispositivi “hands-free” che mantengono i cellulari lontani dalla testa e dal corpo durante le chiamate telefoniche;
  • Limitare il numero e la lunghezza delle chiamate;
  • Utilizzare il telefono in aree di buona ricezione, in quanto consente al telefono di trasmettere a ridotta potenza, diminuendone di conseguenza l’esposizione

Inoltre, i telefoni cellulari sono spesso proibiti negli ospedali e sugli aerei, in quanto i segnali di radiofrequenza possono interferire con determinati dispositivi elettromedicali e sistemi di navigazione.

Esistono effetti sulla salute?

Negli ultimi due decenni sono stati eseguiti numerosi studi per valutare se i telefoni cellulari rappresentano un rischio potenziale per la salute, ma fino ad oggi non sono stati riscontrati effetti negativi sulla salute derivanti dall’utilizzo dei dispositivi mobile.

Effetti a breve termine

Il riscaldamento del tessuto è il principale meccanismo di interazione tra l’energia della radiofrequenza e il corpo umano. La frequenza utilizzata dai telefoni cellulari, rimane a livelli molto bassi per produrre un riscaldamento significativo dei tessuti, difatti l’energia a radiofrequenza assorbita nel corpo che produce calore, viene regolarizzata dai normali processi di termoregolazione del corpo.

Alcune ricerche hanno studiato gli effetti dei campi di radiofrequenza sull’attività del cervello, sulla funzione cognitiva, sul sonno, sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna. Fino ad oggi la ricerca non suggerisce alcuna prova coerente di effetti negativi sulla salute derivanti dall’esposizione a campi di radiofrequenza a livelli inferiori a quelli che causano il riscaldamento dei tessuti. Inoltre, la ricerca non è stata in grado di fornire supporto a una relazione causale tra esposizione a campi elettromagnetici e sintomi auto-segnalati o “ipersensibilità elettromagnetica”.

Effetti a lungo termine

La ricerca epidemiologica che esamina i potenziali rischi a lungo termine da esposizione a radiofrequenza ha per lo più cercato un’associazione tra i tumori del cervello e l’uso di telefoni cellulari. Tuttavia, poiché molti tumori non sono rilevabili fino a molti anni dopo le interazioni che hanno portato al tumore e poiché i telefoni cellulari non sono stati ampiamente utilizzati fino agli inizi degli anni ’90, gli studi epidemiologici attualmente possono solo valutare i tumori che si manifestano in tempi più brevi. Tuttavia, i risultati degli studi sugli animali non mostrano costantemente un aumento del rischio di cancro per un’esposizione a lungo termine ai campi di radiofrequenza.

Sono stati completati o sono in corso numerosi grandi studi multidisciplinari epidemiologici, che esaminano una serie di effetti sanitari negli adulti. Il più grande studio, Interphone, coordinato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), è stato progettato per determinare se esistono legami tra l’uso dei telefoni cellulari e dei tumori della testa e del collo negli adulti.

Nell’analisi condotta a livello internazionale, su 13 paesi, non è stato riscontrato un aumento del rischio di insorgenza di cancro o di alcuna altra malattia, in relazione all’uso di telefoni cellulari.

Inoltre, pur non essendo provato il rischio di tumori cerebrali, l’aumento dell’uso dei telefoni cellulari e la mancanza di dati per l’utilizzo di telefoni cellulari nei periodi di tempo più lunghi di 15 anni richiedono ulteriori ricerche sull’uso di telefoni cellulari e sul rischio di cancro al cervello. In particolare, con la recente popolarità dell’utilizzo di telefoni cellulari tra i più giovani e quindi una durata potenzialmente più lunga di esposizione, l’OMS ha promosso ulteriori ricerche su questo gruppo. Sono in corso diversi studi che indagano sui possibili effetti sulla salute nei bambini e negli adolescenti.

Indicazioni sul limite di esposizione

I limiti di esposizione delle radiofrequenze per gli utenti di telefoni cellulari sono dati in termini di Frequenza di Assorbimento Specifico o SAR (acronimo di Specific Absorption Rate), ossia il tasso di assorbimento di energia della radiofrequenza per massa unitaria del corpo. Attualmente, due organismi internazionali hanno sviluppato orientamenti di esposizione per i lavoratori e per il grande pubblico, ad eccezione dei pazienti sottoposti a diagnosi medica o trattamento. Queste linee guida si basano su una valutazione dettagliata delle prove scientifiche disponibili.

Risposta dell’OMS

In risposta alla preoccupazione pubblica e governativa, l’OMS ha istituito nel 1996 il progetto internazionale dei campi elettromagnetici (EMF) per valutare la prova scientifica di possibili effetti negativi sulla salute, dei campi elettromagnetici. L’OMS effettuerà una valutazione formale del rischio di tutti i risultati della salute esaminati dall’esposizione dei campi radiofrequenza entro il 2016. Inoltre, e come sopra indicato, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un’agenzia specializzata dell’OMS ha esaminato il potenziale cancerogeno della radiofrequenza dei telefoni cellulari nel maggio 2011.

L’OMS identifica e promuove anche la priorità di ricerca per i campi di radiofrequenza e la salute per colmare le lacune nella conoscenza attraverso la sua agenda di ricerca, e sviluppa materiali informativi pubblici e promuove il dialogo tra scienziati, governi, industria e pubblico per aumentare il livello di comprensione dei potenziali rischi per la salute derivante dall’uso dei telefoni cellulari.

Fonte: http://www.who.int/

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